Coppia di sculture in bronzo di Nereide e Tritone, '800













Nereide e Tritone, sculture in bronzo e marmo, XIX secolo. Altezza 26,5 cm. La coppia di sculture raffigura le divinità fluviali identificabili in Tritone, riconoscibile dallo scettro, e una delle Nereidi. Divinità marine, i Tritoni hanno il potere di agitare o far placare il mare al suono della buccina; le Nereidi, dette Ninfe del mare, proteggono i naviganti. Le Nereidi erano venerate in particolare sulle località costiere della Grecia. Nella Teogonia, Esiodo ricorda Tritone come unico figlio di Nettuno e Anfitrite. Gli scrittori tardi parlano invece di questa divinità marina nominandola al plurale. I Tritoni svolgono nel mondo marino un ruolo simile a quello dei Satiri o dei Centauri nel regno terrestre e come tali sono raffigurati già nell’iconografia ellenistico-romana. Tali divinità vivono tra le onde del mare e, al suono della buccina, conchiglia dalla forma ritorta, hanno il potere di placare o di far agitare i flutti. I Tritoni fanno inoltre parte del corteo di Nettuno, il dio del mare, insieme alle Nereidi. Queste ultime sono divinità ben definite, figlie di Nereo, da cui derivano il loro nome, e di Doride, a sua volta figlia di Oceano. Sono Ninfe marine e si distinguono dalle Naiadi, Ninfe delle sorgenti, e dalle Oceanine, Ninfe dell’Oceano. Considerate in genere divinità benevole, le Nereidi vivono nelle profondità marine, nel palazzo di Nereo, assise su troni d’oro. I poeti le ritraggono come divinità bellissime, mentre giocano tra le onde o accompagnano il corteo di Nettuno. Il loro numero varia da cinquanta a cento. Tra loro si ricordano soprattutto Galatea, amata da Polifemo, Teti, o Tetide, madre di Achille, e Anfitrite, sposa di Nettuno.
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